• Indicazione alla colonscopia in tempi di pandemia Covid-19 | Lancet Gastroentero Hepatol

    ColonoscopyCovid

    Le caratteristiche del Covid19 e la sua trasmissione sono una potenziale fonte di infezione sia con gastroscopia che colonscopia.
    Uno studio ha dimostrato che gli endoscopisti sono maggiormente esposti.
    Non è sempre chiaro quanto l endoscopia sia urgente peri pazienti con MICI.
    Durante la pandemia solo le endoscopie urgenti sono indicate con tutte le norme di protezioni già indicate da diverse società scientifiche.
    In questo articolo vengono date indicazioni in periodo pandemia e post-pandemia

     

    Durante la pandemia

    Scenario 1

    Nuova diagnosi di MICI

    In paziente che si presenta con diarrea e dolore addominale bisogna escludere
    L infezione da Covid19 considerando che un certo numero di pazienti si presenta con sintomi gastrointestinali e successivamente altre infezioni.
    Il dosaggio della calprotectina fecale e PCR è necessario per escludere eventuali colon irritabili piu frequenti in questo periodo di stress.
    In pazienti con sintomi lievi viene rimandata la colonscopia quando la pandemia migliora.

    Scenario 2

    Riacutizzazione severa di colite ulcerosa

    Escludere la possibilità di Covid-19 (presenza di leucopenia, mialgie, sintomi respiratori)o altre infezioni.
    Se nuova diagnosi rettoscopia con biopsia senza insufflazione.
    Se ricaduta con endoscopia già fatta nei precedenti tre mesi si può evitare nuova endoscopia ed eseguire test con PCR per ricerca Citomegalovirus.
    Lo steroide in vena va probabilmente evitato. Il biologico va considerato.

     

    Scenario 3

    Sintomi acuti sub-ostruttivi

    Nella colite ulcerosa la colonscopia va eseguita previa esclusione di Covid -19
    Nella malattia di Crohn si può rimandare ed affidarsi ad una tecnica di immagine.ma la persistenza di sintomi dopo terapia medica può richiedere una dilatazione endoscopica

    Scenario 4

    Ittero progressivo in colangite sclerosante

    In pazienti con evidenza di stenosi alla RNM puo essere necessaria una ERCP per diagnosi di colangiocarcinoma ed per eventuale stent., previo test per Covid-19

    Dopo la pandemia

    Priorità 1
    • Pazienti con riaccensione clinica lieve moderata associata ad aumento della calprotectina e degli indici sierologici di attività(PCR)
    • Pazienti con sintomi lievemente sub-ostruttivi con alto rischio di cancro suggerito da TAC,RNM, o Ecografia
    • Pazienti in sorveglianza per rischio di cancro colorettale con una precedente reperto di displasia lieve o moderata in due precedenti colonscopie
    • Sospette nuove diagnosi con calprotectina fecale e PCR alterati.
    • Sorveglianza post-intervento in pazienti sintomatici
    • Pouchite sintomatica
    • Controlli dopo terapia biologica dopo 6 mesi in pazienti sintomatici con positività di calprotectina e PCR

    Priorità 2 dopo 3-6 mesi dalla pandemia
    • Controllo post-intervento ad un anno se calprotectina fecale e PCR negativi
    • nuove diagnosi che suggeriscono una malattia lieve e calprotectina e PCR positivi
    • controllo dopo 6 mesi dopo terapia biologica in pz in remissione clinica e di laboratorio
    • lieve pouchite

    Priorità 3 dopo 6 mesi

    • pazienti in remissione da un anno con calprotectina fecale e test PCR negativi per decidere se continuare biologico
    • pazienti con recidiva clinica non confermata da aumento calprotectina e della PCR
    • pazienti con MICI di lunga durata per sorveglianza di cancro senza precedenti endoscopie con displasia

    Fonte | Lancet Gastroentero Hepatol Endoscopy in inflammatory bowel diseases during the
    COVID-19 pandemic and post-pandemic period 

     

  • Cannabis e MICI | Inflammatory bowel disease

    La cannabis ed i cannabinoidi sono impiegati in parecchie malattie e vi è un alta prevalenza di uso in pazienti con MICI perché in modelli sperimentali sono state dimostrate proprietà antinfiammatorie.

    Sono state pubblicate due revisioni sistematiche per valutare l efficacia e la sicurezza dell’ uso dei cannabinoidi.
    Quest’articolo si basa sulle due revisioni sistematiche sulla malattia attiva in pochi studi: non vi sono studi sul mantenimento. Gli studi sono pochi e spesso caratteristiche non omogenee.
    Le conclusioni sono che gli effetti dei cannabinoidi sono incerti. Non possono essere raggiunte conclusioni certe sulla loro efficacia nelle MICI.
    Sono necessari studi con ampie casistiche ,con lunghi follow-up e buona metodologia prima di trarre definite conclusioni.

    Fonte | Inflammatory bowel disease "Cannabis for the Treatment of Crohn’s Disease and Ulcerative Colitis: Evidence From Cochrane Reviews"

  • Un chirurgo nel comitato scientifico della Fondazione

    Antonino SpinelliLa Fondazione AMICI ITALIA ONLUS, riconosce e premia il valore degli esperti italiani che hanno investito la loro formazione e professionalità nel lavoro e nella ricerca per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino.
    Con questo obiettivo comune che guida anche la nostra Associazione, AMICI ha nominato come componente del Comitato Scientifico della Fondazione uno degli esponenti più riconosciuti in Italia per l’avanguardia chirurgica: il prof Antonino Spinelli Direttore, U.O.C. Chirurgia del Colon e del Retto, Professore Ordinario, Humanitas University, Rozzano Milano, Ass. General Secretary of the European Society of Coloproctology (ESCP) e
    Board Member Guidelines Committee (GuiCom), European Crohn’s and Colitis Organization (ECCO) che si va a unire alla squadra di professionisti del comitato scientifico che ci assistono come consulenti. 

  • Covid-19 | Linee guida della Società Britannica di Gastroenterologia (BSG)

    Guideline

    Riassumiamo i messaggi più rilevanti delle linee guida della Società Britannica di Gastroenterologia (BSG) 


    I pazienti con MICI vengono divisi in pazienti:
    1. alto rischio:

    • a)anziani con malattia moderata severa
    • b)pazienti in trattamento combo(biologici + immunosppressori) o con steroidi endovena ad alte dosi
    • c)pazienti con intestino corto

    2. rischio intermedio: pazienti in trattamento con prednisone orale,metotrexatem,azatioprina,ciclosporina,talidomide,micofenolati e biologici in momoterapia

    3. rischio basso: pazienti in trattamento con Mesalazina,antibiotici,steroidi topiciSecondo queste linee guida chi è ad alto rischio dovrebbe seguire le indicazioni del governo

    Sulla shielding (letteralmente schermatura) vedi sito nell’articolo con tre principali indicazioni:

    • stare a casa
    • non partecipare a nessun assembramento c)evitare contatti con sospetti Covid-19
    • anche a casa adottare il distanziamento sociale 

    Raccomandazioni

    a)i pazienti non devono sospendere il trattamento in corso
    b)assicurarsi di avere i farmaci a disposizione se c’ è necessità di isolamento
    c)contattare il centro IBD per telefono o via e mail se c’è una ricaduta
    d)lavarsi le mani e non toccarsi la faccia
    e)lavorare a casa ed evitare spostamenti non essenziali
    f)sospendere il fumo ed evitare farmaci antinfiammatori
    g)attenersi alle norme del governo centrale se sospetto di Covid-19,sospendere i trattamenti del rischio alto ed intermedio e contattare il centro IBD. Gli steroidi vanno sospesi gradualmente. Se dopo 14 giorni di isolamento domiciliare i sintomi sono scomparsi contattare il centro IBD
    f)rimandare endoscopia ed esame della calprotectina

    Fonte (GUT): British Society of Gastroenterology guidance for management of inflammatory bowel disease during the COVID-19 pandemic

  • Immunomodulazione ed MICI conseguenti all'infezione da COVID-19

    L ‘articolo esamina tutti i meccanismi immunologici conseguenti all’Infezione da Covid -19 e come essi interferiscano o contribuiscano all’infiammazione.


    Rimandiamo la lettura più dettagliata dell’articolo a coloro che hanno confidenza con questi aspetti mentre estrapoliamo uno dei problemi principali che vengono discussi. Non è chiaro se le MICI siano più suscettibili al Covid-19 o invece siano protetti dal Covid-19. Osservazioni cliniche cinesi hanno osservato in 318 pz con IBD l’assenza di Covid-19 che farebbe pensare ad un minore rischio di infezione.
    Le osservazioni sperimentali ci dicono che c’è un aumento nelle cellule dell’ Intestino dei recettori ACE2 (recettori del virus) che favorirebbe l ipotesi della maggiore predisposizione all’infezione. Di contro ci sarebbe un aumento della forma solubile del recettore ACE2 (dovuta ad un attivazione nelle MICI dell’enzima che facilita la solubilizzazione) che invece tenderebbe a bloccare il virus. I due dati sperimentali contrastanti sono in corso di ulteriori valutazioni.

    Fonte (GUT): Covid-19 and immunomodulation in IBD